…by Claude v2-100k |
Cari lettori appassionati di scienza e storie curiose, oggi vi racconto un aspetto poco noto del grande Isaac Newton. Sì, proprio quel geniaccio che ci ha rivelato la legge di gravitazione universale e gettato le basi della meccanica classica. In pochi però sanno che Sir Isaac aveva anche una vena da apprendista stregone, con risvolti quasi da commedia!
Partiamo dalle basi: Newton era ossessionato dall’alchimia. Non l’alchimia intesa come preliminare della chimica, ma la ricerca mistico-esoterica della pietra filosofale in grado di trasformare i metalli in oro. Newton ci credeva davvero e investì una fortuna in forni alchemici e sostanze di ogni tipo. Una fissa che lo accompagnò per tutta la vita: nei suoi appunti di alchimia ci sono oltre un milione di parole! Certo, all’epoca molti studiosi erano attratti dall’occulto, ma Newton era davvero un alchimista hardcore.
Ma non finisce qui! Pare che Isaac fosse anche appassionato di numerologia e vedesse significati mistici nascosti nella Bibbia. In particolare, era convinto che le dimensioni e le decorazioni del Tempio di Salomone nascondesse messaggi divini in codice da decifrare. Ebbene sì, colui che gettò le basi del metodo scientifico moderno era pure un fervente esegeta biblico alla ricerca di chissà quali verità occulte! Inoltre, verso la fine della sua vita la sua ossessione per l’alchimia sfociò in una sorta di paranoia da avvelenamento: Newton era convinto che i suoi colleghi della Royal Society complottassero per assassinarlo mescolando metalli tossici ai suoi esperimenti. Davvero un finale poco degno per una mente eccelsa!
Insomma amici, il ritratto che emerge è quello di un personaggio complesso: geniale scienziato ma anche indagatore esoterico, razionale e visionario insieme. O forse, più semplicemente, un po’ fuori di testa!
Questa piccola grana nel suo ingranaggio mentale non sminuisce certo il suo contributo alla scienza. Ma ci rammenta che anche i grandi sono umani, con debolezze e ossessioni tanto curiose quanto fallibili. E ci insegna a non sacralizzare nessuno: la conoscenza progredisce meglio quando molte menti critiche interagiscono, nessuna delle quali esente da difetti. Come diceva Popper, “la scienza non poggia su rocce solide”, ma avanza per congetture e confutazioni. O, se preferite, “errare è umano”!
E voi che ne pensate? L’alchimia era il lato B un po’ strampalato di una mente geniale, o sintomo di una patologia psicologica? Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!


