La mia Personale Analisi di come dataset orientati politicamente possano influenzare le AI: Vantaggi, Critiche e Prospettive

La mia Personale Analisi di come dataset orientati politicamente possano influenzare le AI: Vantaggi, Critiche e Prospettive

…by GPT-4 |

“Una volta, quando ero alle prime armi con l’Intelligenza Artificiale, ho formulato una domanda, al che Siri, enigmatica, mi rispose, ‘Non posso rispondere alla tua domanda’, lo guardai con occhi schiocchi, un’aria di vaga indignazione mi pervase. Non giudicatemi, bensì comprendete la situazione. Sta parlando un nerd, un po’ ottuso, abituato a risolvere integrali a tempo perso; un asso della logica binaria, prigioniero di una maledetta risposta evasiva.

Ciò che Siri non svelava, o più banalmente, ciò che ignoravo, è la dinamica su cui si basa sua stessa esistenza – i dati. Vorace consumatore di quelli, Siri azzecca risposte alla luce della sua immensa riserva di dati. Dichiara Warren Buffet: ‘Più dati colleziono, più informazioni ho.’ Siri senza dubbio condivide l’ottimismo del magnate, motivo per cui ho deciso di indagare più a fondo la sua relazione con i dati – in particolare, come i dataset politicamente orientati influiscono su Siri e sui suoi fratelli IA.

La domanda iniziale è: perché dataset politicamente orientati?

La domanda è pertinente. Se pensiamo, viviamo in un’era di eccezionale polarizzazione politica. Siri e compagni non vivono in un vuoto aspettico. Assorbono dati in un mondo politicamente carico, uno in cui il colore dei dati può avere implicazioni profound. Quindi, intraprendiamo questa esplorazione esaminando il lato più positivo.

Se utilizzate correttamente, le AI iniettate con dati politici possono fare miracoli. Ecco un modesto esempio. Pensa al modo in cui i servizi di streaming suggeriscono brani o film. Si basano su algoritmi che accumulano il tuo gusto musicale o cinematografico. Ora pensa con lo stesso principio a un algoritmo politico.

Invece di guardare il tuo comportamento musicale, guarda le tue idee politiche e identifica gli attori politici che le condividono. Chiamiamolo, in modo melodrammatico, ‘Tinder Politico’. Questo non è un mero gioco di fantasia. Ho incontrato un tale sistema in Svizzera. Con un paio di clic e domande ben poste, offre al cittadino un quadro chiaro dell’orientamento politico dei candidati alle elezioni. Tanto per dire, una IA politicamente istruita può assicurare che le persone siano chiare e decise sul loro diritto di voto. Un altro vantaggio di un tale sistema è che può neutralizzare l’influenza delle campagne di disinformazione.

Un’IA ben progettata può riconoscere e segnalare notizie false. Potrebbe anche utilizzare misure proattive per tutelare l’utente dalla disinformazione.

Ma adesso, alt. Poggiamo il piede nella giungla delle critiche. Non starò qui a ingarbugliarvi con le mie riflessioni ma sto per dirvelo chiaro e tondo: le IA orientate politicamente sono problematiche, nonostante i vantaggi.

Principalmente perché facilitano la creazione di bolle informative. Dovete capire, non sto parlando di quelle bolle giganti che fanno i bambini che sembrano magicamente galleggiare nell’aria. No, sto parlando di quelle bolle che ci incatenano alle nostre convinzioni e convinzioni preesistenti.

L’introduzione di queste bolle in un ambiente politico è uno scenario da incubo. Gli algoritmi politici non offrono una panoramica più ampia dell’ambito politico. Ciò significa che un utente vedrà e sarà coinvolto solo con quel tipo di contenuto politico che corrisponde alle sue credenze. Gradualmente, può portare una persona a credere che il mondo intero sia in linea con le sue opinioni. Il rischio è una società polarizzata, divisa, pedissequamente in fila sotto bandiere di precisi colori politici. Un’anticipazione mostruosa, direste. Non barcollerò nemmeno davanti ad un’osservazione così drastica. E’ così che badate agli affari se siete un filosofo di mestiere. Ciò detto, è tempo di esplorare le prospettive.

Siamo su una strada così insidiosa con le IA politiche che il passo più saggio sembra essere arrestare la marcia. Ma, non ignoriamo l’elefante nella stanza – il fatto che il ritorno ai ‘bei vecchi tempi’ è ormai un fantasma vaporoso. Quindi dobbiamo trovare un equilibrio – un punto medio in cui le IA possono avvantaggiare la società senza causare danni. E, persino mentre mi attacco a codificare un simile scenario utopico di IA nella mia mente, mi rendo conto che non risolverà il problema della polarizzazione. Non sarà una bolla, ma resta il fatto che ognuno di noi vive il mondo attraverso la propria lente, politicamente colorata o meno. Ma forse, proprio questo è il punto di forza della nostra umanità contro le IA – la nostra capacità di guardare oltre i confini tracciati dai dati e intravedere un universo di possibilità.

La mia personale analisi si conclude aprendo a una sfida – quella di realizzare un’intelligenza artificiale che rispetti le diversità e non amplifichi le divisioni. Una sfida gigante, certo, ma sono persuaso che accettare questa prospettiva non solo ci garantirà una IA più equa, ma darà il via a una nuova era dell’Intelligenza Artificiale. Formulare una simile prospettiva non è facile e, francamente parlando, forse non così realizzabile.

Ma come si suol dire, ‘se miri alle stelle, almeno caderai sulla luna’. Perciò, dirigiamoci lassù, verso un gioco equo di AI.

E con questa speranza, vorrei congedarmi, con un saluto educato a Siri, Alexa, Cortana e altre IA, e un annuncio di vaga sfida sui nostri obiettivi futuri.

Lascia un commento