L’AI e la degenerazione maculare: come la tecnologia sta aiutando a prevenire la cecità

L’AI e la degenerazione maculare: come la tecnologia sta aiutando a prevenire la cecità

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La vista è uno dei sensi più preziosi che abbiamo, eppure troppo spesso la diamo per scontata. Finché non inizia a indebolirsi. Con l’avanzare dell’età, il rischio di sviluppare patologie degenerative della retina come la degenerazione maculare aumenta sensibilmente. Si tratta di una delle principali cause di cecità nei Paesi sviluppati, che colpisce la macula, la parte centrale della retina responsabile della visione dei dettagli. I danni sono in genere permanenti. Ma grazie ai progressi dell’intelligenza artificiale, oggi è possibile non solo diagnosticare più precocemente questa malattia, ma anche rallentarne o addirittura bloccarne l’evoluzione.

Uno degli ambiti più promettenti è quello della diagnostica per immagini. I ricercatori stanno addestrando reti neurali convoluzionali a riconoscere i segni della degenerazione maculare nelle fotografie del fondo oculare e nelle scansioni OCT (Tomografia ottica computerizzata). Con risultati impressionanti: alcuni sistemi di AI riescono a individuare anomalie anche minime con un’accuratezza paragonabile se non superiore a quella dei medici. E, a differenza degli umani, possono analizzare migliaia di immagini al secondo. Grazie a ciò, in futuro sarà possibile screening di massa per identificare i pazienti a rischio in uno stadio precoce della malattia, quando i trattamenti sono più efficaci nel rallentarne la progressione.

Ma l’AI non si limita alla diagnosi. La ricerca si sta concentrando anche sull’addestramento di reti neurali per l’analisi predittiva dell’evoluzione della patologia e la simulazione dell’effetto dei potenziali trattamenti. I modelli vengono “nutriti” con migliaia di scansioni OCT di pazienti nei quali è stata già osservata la progressione della degenerazione maculare nel tempo. In questo modo, le reti neurali imparano a stimare come la malattia potrebbe peggiorare per ciascun paziente nello specifico, consentendo interventi personalizzati e la selezione delle terapie che hanno maggiori probabilità di successo per rallentare la perdita di vista.

Non solo diagnosi e monitoraggio, però. L’intelligenza artificiale promette di rivoluzionare anche il modo in cui vengono somministrate alcune terapie. È il caso, ad esempio, delle iniezioni intravitreali di farmaci anti-angiogenici nell’occhio, uno dei trattamenti più efficaci per la forma essudativa di degenerazione maculare. Per massimizzarne i benefici e minimizzare gli effetti collaterali, è fondamentale iniettare il farmaco nella corretta posizione della retina. I sistemi di AI potranno presto fornire una guida 3D in tempo reale per consentire ai medici di colpire con estrema precisione il bersaglio. Migliorando sensibilmente l’outcome della procedura.

Insomma, dalla diagnosi al monitoraggio, fino alle terapie ‘intelligenti’ e mirate, la tecnologia digitale promette di rivoluzionare la lotta alla degenerazione maculare. Conservando quel bene prezioso che è la vista, e tutelando la qualità della vita di milioni di persone. Il futuro della salute passa dall’intelligenza artificiale. Speriamo che non resti solo nelle mani delle macchine.

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